Giuseppe Sannipoli
Pittore


Secondo J.P. Sartre, in pittura non esistono i figli di nessuno. Ogni opera è infatti frutto di elaborazioni mentali che anche inconsciamente scaturiscono da situazioni già vissute, che hanno segnato il proprio inconscio.
Ritengo questa affermazione profondamente vera.
In effetti, ogni volta che mi si richiede a quale artista o a quale movimento figurativo mi ispiro per la realizzazione dei miei lavori, non riesco a dare delle indicazioni precise proprio perché quello che si rappresenta è il risultato di tutte quelle cognizioni visive ed emotive che costituiscono il personale bagaglio mentale.
L'idea di realizzare certi soggetti nasce in maniera improvvisa, si avverte la necessità di trasferire al più presto, sulla tela, quanto scaturisce dal proprio inconscio. L'immagine che appare è spesso un misto di situazioni che si vivono al momento, con ricordi o immagini del passato che riaffiorano all'occasione.
Ognuno è quindi figlio esclusivamente del suo "vissuto", delle sue memorie, dei suoi colori, della sua terra. Una terra, quella natia, silenziosa, mistica, fonte di grande ispirazione.
Anche se cerco di rappresentare un paesaggio e situazioni universali, è indubbio che le strutture architettoniche umbro-toscane della mia adolescenza influenzano in maniera determinante la composizione pittorica, con la proposizione di monumenti, unità abitative ed azioni umane, che ripercorrono in gran parte i miei ricordi infantili.
Ritengo inoltre molto appagante dipingere paesaggi innevati in quanto fanno riscoprire il senso e l'essenza vera delle cose, con un gradevole velo di malinconia per quelle passate e ormai perdute. La neve fa pensare ad un messaggio celeste, un grande segno di pace inviato sulla terra per acquietare il cuore degli uomini.
Nei lavori che realizzo vorrei riuscire sempre più a riprodurre i paesaggi di un uomo sereno, con l'ambizione di trasmettere una tale sensazione anche all'attento osservatore delle opere.
Ritengo infatti che mentre la gioia è legata ad un singolo evento, la serenità che intendo rappresentare, è la gioia del quotidiano senza alcun particolare evento.
Giuseppe Sannipoli
L'artista si racconta

